martedì 30 dicembre 2014

Fagioli all'uccelletto


Ultimo post e ultima ricettina del 2014, avrei voluto chiudere con un bel dolcetto ma preferisco postarlo nell' anno che verrà, sperando che possa portare pace e bene.
Il piatto di oggi appartiene alla cucina toscana, pochi ingredienti per un contorno dal sapore intenso e delicato, io ho aggiunto anche una nota piccantina  per vivacizzarlo un pochino e poi perché adoro il peperoncino, mi manca solo di metterlo nel latte.
Tanti si chiederanno cosa c'entra l'uccelletto :  sinceramente me lo sono chiesta anche io 
Secondo Pellegrino Artusi il nome deriva dall'aroma di salvia che serviva per aromatizzare gli uccelletti ........ ricetta anch'essa toscana a cui non oso pensare..........
Ma adesso veniamo agli auguri
Premetto che sono allergica a fare discorsi specialmente davanti a così tante persone
ma è doveroso e ....... me tocca, ma sarò breve e concisa


 Ringrazio tutti voi che mi leggete
chi mi lascia sempre un messaggio e 
chi mi segue in silenzio
senza di voi 
questo spazio non avrebbe vita
Vi auguro un anno pieno di 
amore e serenità
ma soprattutto inseguite i vostri sogni 
e ascoltate la loro voce

Buon Anno !
Chiara

Ingredienti per 4 persone
400gr. di fagioli cannellini secchi
4 spicchi d'aglio
250gr di polpa di pomodoro
1 pezzetto di peperoncino ( facoltativo )
3/4 foglie di salvia
4 cucchiai d'olio evo
sale e pepe 

Preparazione
Mettere a bagno i fagioli almeno la sera prima
Trascorso il tempo (almeno 10/12 ore) lessare i fagioli in abbondante acqua bollente e cuocerli a fuoco lento fino a quando non risultino teneri, ma non sfatti.
Prima di scolarli, tenere da parte un po' della loro acqua di cottura
In un tegame possibilmente di terracotta, versare l'olio con gli spicchi d'aglio, farli soffriggere fino a doratura e poi toglierli, aggiungere la salvia il peperoncino e la passata di pomodoro con un pochino d'acqua di cottura dei fagioli, lasciare insaporire il tutto e poi aggiungere i fagioli.
Cuocere fino a quando il sugo si sarà leggermente ristretto e poi aggiustare di sale, una bella grattata di pepe fresco e servire con un filo d'olio a crudo
Share:

domenica 28 dicembre 2014

Zuppa d'orzo con verdure


Finalmente l'inverno è arrivato,  la neve ha già imbiancato le strade giusto quel poco per farci restare ancora in tema natalizio.
Questa zuppa tipica del Trentino non è molto light, ma che ce frega per la dieta ci pensiamo più in la e l'aggiunta dello speck la rende un piatto unico e sostanzioso oltre a dare sapidità e un sapore particolare.
Io l'ho trovata perfetta perché  è una via di mezzo tra una zuppa e un risotto all'onda, la giusta consistenza per chi non ama i piatti in brodo senza rinunciare a quel calore che solo una minestrina sa  dare.
Potete anche sostituire lo speck con la pancetta affumicata
Provatela e scaldatevi il cuore.....

Ingredienti
250gr. d'orzo perlato
1 carota
1 costa di sedano
1 porro
1 cipolla
2 patate piccole
prezzemolo q.b
100gr. di speck o pancetta affumicata in una sola fetta
100 gr Parmigiano Reggiano.
sale e pepe
olio evo q.b

Preparazione
Sciacquare per bene sotto l'acqua corrente l'orzo
riporlo in una pentola capiente con 2 litri d'acqua e portare ad ebollizione.
Nel frattempo tagliare le verdure e lo speck a cubetti, mettendo le patate tagliate in una ciotola con dell'acqua.
Quando l'orzo inizia a sobbollire aggiungere il porro, il sedano e la carota, la cipolla e lo speck, tranne la patata che andrà aggiunta in un secondo momento.
Far cuocere facendo sobbollire leggermente a fuoco basso almeno per un oretta o fino a quando l'orzo sarà cotto e il liquido sarà un po' assorbito.
Circa a metà cottura aggiungere le patate che dovranno cuocere ma rimanere intatte; senza sfaldarsi ( ecco perché andranno aggiunte per ultimo )
Come dicevo prima la consistenza dovrà essere una via di mezzo tra una zuppa e un risotto all'onda.
Una volta cotta, spegnere il fuoco e amalgamare il formaggio, aggiustare di sale e  unire anche una grattata di pepe fresco.
Servire nei piatti con una leggera spolverata di prezzemolo tritato e 2 giri d'olio a crudo...... mi raccomando 2 giri, non in più e non in meno.

Share:

mercoledì 17 dicembre 2014

Kugelhupf


Il Gugelhupf, Kugelhupf, kouglof o come caspiterina si chiama è un dolce alsaziano e della Germania meridionale, alcune fonti dicono anche che sia diffuso in Austria e in Svizzera.
Ad accomunarlo nelle varie regioni è sempre comunque la forma tipica a turbante, è un dolce lievitato di tradizione natalizia, ed è una via di mezzo tra una ciambella, brioche e un panettone.
In rete se ne trovano di svariate, a voi scoprire la migliore.

ricetta Andrea Aiello

Ingredienti
biga
100gr. di farina w400
45gr. di acqua
1gr. di lievito
impasto
tutta la biga
400gr. di farina w400
120gr. di uova
110gr. di zucchero
170gr. di burro
130gr. di latte
50gr. di Brendy
80gr. di uvetta sultanina
1/2 bacca di vaniglia
2gr. di lievito
2gr. di sale
zeste d'arancia
mandorle a lamelle
zucchero a velo q.b

Preparazione
Preparare la biga e farla riposare a 20° dalle 18 alle 24 ore.
Trascorso il tempo necessario, mezz'ora prima di preparare l'impasto, mettere a bagno l'uvetta nel brandy.
Mettere in planetaria la biga, la farina, le uova, lo zucchero, i semini della vaniglia, lo zeste d'arancia e il lievito.
Iniziare ad impastare aggiungendo man mano il latte e in un secondo momento unire anche il sale ( che facilità il formarsi della maglia glutinica)
Quando l'impasto risulterà liscio ed elastico, aggiungere poco per volta il burro che dovrà essere molto morbido.
Mi raccomando non aggiungete la dose successiva di burro, fino a quando l'impasto non avrà assorbito completamente quella precedente.
Per ultimo unite l'uvetta ben strizzata.
Capovolgete l'impasto su di un piano da lavoro e date la forma di una palla.
Imburrate lo stampo e adagiate le mandorle sul fondo.
Ponete al suo interno l'impasto praticando un buco in mezzo e portate a lievitazione alla temperatura di 28° circa ( forno spento con lucina accesa) tenendolo coperto con pellicola.
Quando il composto raggiunge il bordo dello stampo, infornare a 180° per circa 30 minuti
Posizionate lo stampo nella parte medio / bassa e controllare che non si bruci, nel caso aprire leggermente il forno e posizionare sopra un foglio di carta d'alluminio.
Fare intiepidire lo stampo e poi sformarlo, al suo completo raffreddamento cospargere con zucchero a velo.




Share:

lunedì 15 dicembre 2014

Laugenbrot


Questi paninetti piccini piccini, mi hanno conquistata fin dal primo momento che li ho visti un po' ovunque nel web, e come succede spesso , li ho salvati subito nell'archivio delle ricette da fare assolutamente e promettendomi di farli al più presto.
I Laugenbrot sono i parenti meno noti dei Bretzel, stessa ricetta, uguale procedimento, cambia solo la forma.
Ideali per un buffet o semplicemente serviti con del burro aromatizzato alle erbe....... 
come si fa a non amarli ?
Nonostante le innumerevoli ricette ho voluto provare quella di Martina, che a sua volta ha preso la ricetta qui.
La ricetta originale prevede la cottura in acqua e soda caustica per poi essere passati al forno, io ho optato per la versione meno pericolosa con il bicarbonato
A me sono piaciuti un sacco !!

Ingredienti per circa 22 panini
500gr. di farina 0
270gr. di acqua
30gr. di burro
10gr. di sale
3gr. di malto (o 1 cucchiaino di zucchero )
8gr. di lievito di birra
sale grosso o semi di papavero per la superficie
per la soluzione
1l di acqua
8 cucchiaini di bicarbonato 
2 cucchiaini di sale

Preparazione
Nell impastatrice mettere la farina, il lievito sbriciolato, il malto e l'acqua, impastare e dopo un po' aggiungere il sale.
Continuare ad impastare fino a quando non si ha un composto quasi incordato.
A questo punto incorporare poco alla volta il burro morbido, non aggiungere la dose successiva fino a quando il composto non avrà ben assorbito quella precedente.
Quando avrete ottenuto un impasto bello liscio ed elastico, riporre in una ciotola leggermente unta e far lievitare fino al suo raddoppio coperto con pellicola trasparente.
Trascorso il tempo necessario rovesciare l'impasto su di un piano di lavoro, tenendolo sempre coperto per evitare che secchi e fare le pezzature da circa 35 grammi l'uno.
Formare dei panini rotondi e disporli su di una teglia coperti con un canovaccio.
Far lievitare per circa 10 minuti e nel frattempo far bollire la soluzione di acqua e bicarbonato.
Tuffare i paninetti nella soluzione e tenerli immersi per soli 30 secondi, disporli su di un canovaccio per farli asciugare e cospargere subito la superficie con dei chicchi di sale grosso o dei semi di papavero.
Portare il forno a temperatura di 180 ° e poco prima di infornare i panini, con una lametta praticare dei tagli leggeri sulla superficie ( non c'è bisogno di andare in profondità).
Infornare per 15/ 20 minuti o fino a colorazione.
Servirli subito una volta raffreddati o in alternativa potete anche surgelarli.







Share:

venerdì 12 dicembre 2014

Cookies alle arachidi


Chi l'ha detto che due poli opposti non si incontreranno mai ?
Io sono più dell'idea che due poli opposti si attraggono ; si ! perché uno compensa l'altro
Sai che noia due persone uguali nei gusti, con gli stessi hobby e lo stesso carattere ?!
Diversi e opposti ma uniti nelle decisioni importanti.
Come nella vita così succede anche nel cibo, un contrasto di colori e sapori ma che insieme si sposano benissimo.
Non vi è mai capitato dopo aver mangiato qualcosa di dolce aver voglia di salato ?
a me succede spesso......
Questa volta gli opposti si sono uniti per creare dei biscotti in perfetto stile U.S.A , il dolce e il salato con il morbido e il croccante.
Si fanno in un battibaleno
Provateli !!

ricetta di Donna Hay

Ingredienti per 15 biscotti 
125gr. di burro
110gr. di zucchero
60gr. di uova ( 1 uovo circa )
170gr. di farina00
1 cucchiaino di lievito
150gr. di arachidi

Preparazione
Montare con le fruste elettriche il burro morbido con lo zucchero fino a che diventi un composto cremoso e leggero.
Unire l'uovo e mescolare bene, incorporare la farina setacciata con il lievito e successivamente anche le arachidi. ( se il composto risultasse un po' appiccicoso, aggiungere un pochino di farina )
Formare delle palline poco più grosse di una noce, disporle su di una placca foderata di carta forno  lasciandole un po' distanziate l'una dall'altra, appiattirle leggermente con il palmo della mano e infornare a 180° per 10 minuti  o fino a colorazione.


Share:

martedì 9 dicembre 2014

Pandoro classico


Il pandoro è un dolce tipico veronese che viene consumato a Natale, e insieme al panettone è il dolce natalizio più consumato in Italia.
Lo sapevate che esiste un decreto adottato dal ministero delle attività produttive a tutela di alcuni prodotti da forno ?
In pratica vengono definite con precisione, caratteristiche e composizione dei prodotti, indicando gli ingredienti obbligatori e facoltativi con le loro percentuali d'impiego, la loro denominazione, forma e struttura del composto.

I prodotti non conformi a tali disposizioni non potranno usare le denominazioni riservate, ma dovranno essere commercializzati con nomi diversi ; ad esempio, " Dolce di Natale "  in luogo di " Panettone o Pandoro ".

PANDORO

La denominazione " Pandoro " è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa, ad alveolatura minuta e uniforme con l'aroma caratteristico di burro e vaniglia.

Gli ingredienti obbligatori sono :
farina di frumento, zucchero, uova di gallina categoria A ( cioè uova fresche ) o tuorlo d'uovo o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo, burro in quantità non inferiore al 20%, lievito naturale costituito da pasta acida, vaniglia, sale.

Dopo aver fatto tutte le specificazioni del caso non vi nego che rispetto al Panettone ho trovato più difficoltà, a causa del facile surriscaldamento dell'impasto dovuto alla quantità di burro maggiore da incorporare.
L'anno scorso purtroppo l'esperimento è andato fallito, quest'anno " capa tosta non molla " con alle spalle gli errori fatti ho riprovato e....... a parte qualche errorino, posso ritenermi soddisfatta.

Pandoro classico Andrea Aiello

 per 1 pandoro da 1 kg

Ingredienti 

1° impasto
100gr. di lievito madre
110gr. di farina w 400 ( per grandi lievitati )
30gr. di zucchero
80gr. uova intere

2° impasto
1 impasto
210gr. di farina w 400 ( per grandi lievitati )
175gr. di uova intere
25gr. di tuorli
4gr. di sale
125gr. di zucchero
200gr. di burro
10gr. di burro di cacao
15gr. di miele
1 bacca di vaniglia

Preparazione
In previsione di un grosso lievitato è bene arrivare preparati con il nostro lievito al massimo delle forze, per fare questo bisognerebbe effettuare dei rinfreschi giornalieri prima del fatidico giorno ( almeno 3 giorni prima)  poi il giorno che si vuole iniziare, fare dei rinfreschi ogni 3 ore facendolo crescere a 28 ° ( per me forno spento con luce accesa) coperto con pellicola aspettando che triplichi il suo volume.
Io ho iniziato al mattino presto rinfrescando 
50gr. di lievito
50gr. di farina
25gr. di acqua
Riposo di 3 ore a 28° come descritto, e poi ancora uguale per il secondo rinfresco e lo stesso per il terzo.
A questo punto il nostro lievito è pronto !
Mettere nella planetaria il lievito, la farina e metà dose delle uova, iniziare ad impastare con il gancio ad una velocità medio bassa.
Aggiungere lo zucchero e portare a quasi incordatura dell'impasto, unire la quantità di uova restanti e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
Ribaltare l'impasto su di un piano da lavoro e pirlarlo con l'aiuto di un tarocco senza aggiungere farina.
Mettiamo il composto in un contenitore capiente e farlo lievitare alla temperatura di 28 ° ( sempre forno spento con luce accesa)coperto con pellicola fino al triplicare del suo volume.
Potete staccare un pezzettino di impasto e riporlo in una brocca graduata per verificare la sua effettiva crescita 



Nel frattempo fondere il burro di cacao ed aggiungerlo al burro ridotto a pomata
Trascorse circa le 12 ore necessarie l'impasto si presenterà così



Per procedere alla seconda fase, mettiamo la pasta appena lievitata nel frigorifero per circa 30 minuti, questo per avere un impasto fresco e far riprendere al meglio l'incordatura.
In fase di impasto per non surriscaldare troppo il composto teniamo sotto controllo la temperatura che non dovrà superare i 26°, in caso contrario fermarsi e mettere la ciotola per qualche minuto in frigorifero.
Mettiamo nella planetaria il primo impasto con la farina, il sale, il miele, la vaniglia e circa 1/4 di dose delle uova, azionare ad una velocità media e far riprendere corda.
Aggiungere i tuorli fino al loro completo assorbimento.
Unire lo zucchero poco per volta e incordare.
Aggiungere la dose rimasta delle uova a più riprese, facendo sempre attenzione a non perdere la maglia glutinica.
Ottenuto un impasto bello elastico procediamo con l'aggiunta del burro che dovrà essere incorporato un cucchiaio per volta ( non aggiungere la dose successiva fino a quando la precedente non è completamente assorbita).
Ribaltare l'impasto sul piano di lavoro, pirlarlo, e farlo riposare per 30 minuti alla temperatura sempre di 28° ( in gergo si chiama puntatura) coperto con pellicola .
Imburrare lo stampo del pandoro facendo molta attenzione ad ungerlo bene anche negli angoli.
Trascorso il tempo riprendere l'impasto e sul piano da lavoro procedere con la seconda pirlatura, riporre il panetto all'interno dello stampo coprendo con pellicola


Far lievitare alla temperatura di 28 ° per 6/8 ore, o fino al raggiungimento del bordo dello stampo.



Togliere la pellicola e lasciare a temperatura ambiente per circa 30 minuti.
Infornare a forno caldo alla temperatura di 160° posizionando lo stampo nel ripiano più basso del forno e cuocere per 60 minuti modalità statica.
Se vedete che la superficie inizia a colorire eccessivamente copritela con un foglio d'alluminio, cercando di aprire leggermente il forno solo dopo che saranno passati i primi 30 minuti di cottura
Gli ultimi 10 minuti mettere un cucchiaio tra la porta del forno per lasciare una fessura e fare in modo che esca l'umidità all'interno.
Il pandoro sarà cotto quando avrà raggiunto una temperatura interna di circa 94° usare un termometro a sonda e misurare al centro infilzandolo appena sopra lo stampo.
Togliere dal forno e solo dopo un ora estrarlo dallo stampo, far raffreddare completamente su di una grata per circa 10 ore.
Una volta freddo si conserva per 15 giorni chiuso in un sacchetto per alimenti.
Se lo si vuole conservare per un tempo superiore ( anche 1 mese) si nebulizza il sacchetto con dell'alcool puro,  quello che si usa per i liquori.




A presto per altre preparazioni natalizie !!!



Share:

lunedì 8 dicembre 2014

Crema di funghi porcini con crostini profumati


Oggi dopo due settimane mi ritrovo a postare  " finalmente ! " e proprio nel giorno del mio compleanno.........
Invece di pubblicare una torta stratosferica per festeggiare i miei  " ahimè " 38 anni suonati, ecco a voi una vellutata proprio vellutosa, morbida setosa e avvolgente, ma sopratutto profumata e arricchita da fantastici crostini scrocchiarelli  alle erbe.
Potete farla con un misto di funghi assortiti, anche se  il porcino conferisce un sapore davvero unico.
Buon 8 dicembre a tutti voi e soprattutto........ Tanti Auguri a Me !!!!

Ingredienti 
400gr. di funghi porcini o misti
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
brodo vegetale
1 noce di burro
15gr. di amido di mais
2 cucchiai di panna
olio evo
1 rametto di timo
pane q.b ( leggermente raffermo)
trito di erbette miste ( salvia, rosmarino, timo)
sale e pepe

Preparazione
Pulire i funghi porcini e tagliarli a pezzetti.
Tritare lo scalogno e farlo appassire in un tegame con la noce di burro, aggiungere i funghi e farli insaporire per 5 minuti, salare e pepare.
Coprire il tutto con il brodo e lasciare cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo tagliare il pane a cubetti e farlo saltare in padella con un filo d'olio e 1 spicchio d'aglio,  quando saranno leggermente tostati spegnere il fuoco e aggiungere le erbe tritate finemente, questo passaggio si fa a fuoco spento per evitare di bruciare le erbe che potrebbero prendere un sapore amarognolo.
Stemperare l'amido nella panna e aggiungerla ai funghi, far riprendere il bollore e spegnere il fuoco.
Con un frullatore ad immersione cercare di rendere la crema più liscia possibile, impiattare 
con qualche fogliolina di timo, un filo d'olio evo e una leggera grattata di pepe fresco.
Servire con i crostini a parte.





Share:

martedì 25 novembre 2014

Purè di patate della zia Giulia


La zia Giulia era la mia zia preferita, abitava in una villa dell' 800 che adoravo.
D'estate andavo da lei in vacanza anche una settimana : " quanto aspettavo quel momento"
Lei che mi seguiva e assecondava in tutto e mi faceva fare di tutto, passavamo interi pomeriggi a chiacchierare come due grandi in quel giardino che a gli occhi di un bambino era un parco.
Io che già da piccola ero una donnina l'aiutavo nelle faccende di casa, una reggia con tante stanze e una cucina enorme, pavimenti che erano dei mosaici e una scala maestosa che portava al piano di sopra dove c'era un pianoforte oramai vecchio e abbandonato che apparteneva a chissà chi .
Uno dei miei momenti preferiti era proprio quando la zia cucinava, seduta al tavolo la osservavo affascinata, e lei che senza chiedermi niente sapeva quello che volevo mangiare.
Cotoletta e ........ il suo mitico purè di patate.
Ne avrei mangiato a badilate, soffice, gonfio e compatto con i pezzetti di patata, arricchito da tanto burro e formaggio ma soprattutto saporito con della pancetta affumicata e croccante...... fu così che quel purè non mi abbandonò mai più.

Ingredienti per 3/4 persone
5 patate di media grandezza
60ml. di latte
50gr. di burro
50gr. di pancetta affumicata
2 cucchiai abbondanti di grana padano
sale
pepe

Preparazione
Lavare e lessare le patate, mentre si aspetta la cottura tagliare a striscioline la pancetta e farla tostare in padella senza aggiungere altri condimenti.
Quando la pancetta sarà bella croccante scolare il grasso che ha rilasciato e tamponarla con della carta assorbente.
Una volta cotte sbucciare le patate  ancora calde e schiacciarle con una forchetta ( mi raccomando non con lo schiacciapatate e nemmeno con il passaverdura, il risultato non sarebbe lo stesso ) in maniera grossolana lasciando qualche pezzettino  di patata ancora intera
In un tegame versare la purea ed aggiungere il burro mescolando a fuoco lento.
Unire il latte continuando a mescolare fino a quando non si sarà completamente assorbito, per ultimo il formaggio grattugiato.
Aggiustare di sale e finire con l'aggiunta della pancetta.
Servire immediatamente con una leggera grattata di pepe fresco.








Share:

venerdì 21 novembre 2014

Torta di mele al marsala


Dopo una settimana infernale questo week end mi consolo così.....
Perfetta per la colazione e l'ora del tè, morbida, soffice e stra piena di mele, con l'aggiunta del marsala per renderla ancora più profumata.
Semplice, veloce e si prepara in un attimo.
Ho voluto mettere le fette di mela in piedi per dare alla torta un aspetto ancora più rustico : " Ma quanto mi piace " la preferisco rispetto alla classica forma a raggera.

Ingredienti per uno stampo di 24 cm 
170gr. di farina 00
1kg. di mele golden
120gr. di zucchero
120gr. di burro
6 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
la scorza grattugiata di 1 limone
il succo di 1/2 limone
3 cucchiai di marsala

Preparazione
Sbucciare le mele e tagliarle a fette, disporle in una ciotola e bagnarle con il succo di limone.
Con le fruste elettriche lavorare il burro morbido con lo zucchero, aggiungere poco per volta i tuorli la scorza di limone.
Aggiungere mescolando la farina e il lievito setacciati.
Unire il marsala e gli albumi precedentemente montati a neve ben ferma, mescolando dal basso verso l'alto per non farli smontare.
Imburrare e infarinare lo stampo a cerniera, versare il composto e infilare le fette di mela verticalmente, formando dei cerchi concentrici.
Cuocere in forno caldo per circa 1 ora a 180°.
Potete guarnire anche con zucchero a velo

Share:

martedì 18 novembre 2014

Pane di grano Khorasan o Kamut


Il "Kamut" non è altro che il marchio commerciale registrato ( come mulino bianco o MacDonald's) di proprietà di un azienda americana, il grano Khorasan a marchio Kamut viene così coltivato con metodo biologico esclusivamente nelle pianure americane del Montana e nel Canada.
In Italia è importato e macinato solo da aziende e mulini autorizzati.
Quella del Kamut oramai è una moda dilagante grazie ad un'operazione di marketing senza precedenti, c'è chi chiama questa varietà "il grano del faraone" perché si racconta che i suoi semi sono stati ritrovati in una tomba egizia e inviati nel Montana, dove dopo migliaia di anni sono stati risvegliati e moltiplicati.
E' giusto anche sapere che questo grano apporta un beneficio nella nostra dieta, migliorandone le capacità antiossidanti e riducendo notevolmente i valori di glicemia e colesterolo.
Nonostante tutto resta però un fattore negativo che è quello del costo eccessivo sul prodotto finito, dovuto al regime del monopolio, ai costi di trasporto e di propaganda.
Detto questo il khorasan è un frumento rustico che non è stato sottoposto a procedimenti di miglioramento genetico o ad una pressione selettiva troppo spinta, proprio per questi motivi pare che sia più facilmente digeribile e adatto a chi soffre di lievi allergie e intolleranze ma non adatto a chi soffre di celiachia, a causa del suo elevato valore di glutine.
Io posso dire che il risultato è stato sorprendente, il pane acquista un sapore molto aromatico e dalla soffice consistenza...... un ottimo prodotto gradevole e particolare.

Ingredienti
600gr. di farina Khorasan
120gr. di lievito madre maturo
450gr. di acqua
8gr. di malto o miele
18gr. di sale

Preparazione
Riporre la farina nella planetaria, unire il malto e il lievito madre, aggiungere 420gr di acqua e iniziare ad impastare, in un secondo momento unire il sale ( che aiuta l'incordatura dell'impasto).
Aggiungere piano piano i restanti 30 grammi di acqua e impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
Far riposare 1 ora  coperto, pirlare l'impasto dandogli una forma il più possibile tonda e riporre il tutto in un cestino da lievitazione o in un colapasta rivestito con un canovaccio infarinato con della farina di semola.
Coprire e far lievitare fino al raddoppio ( 6/7 ore ) ad una temperatura ambiente di circa 20 °.
Trascorso il tempo necessario, ribaltare l'impasto su di una teglia rivestita con carta forno ( per me pietra refrattaria)
Infarinare anche la superficie del pane e con una lametta fare dei tagli a vostro piacimento.
Cuocere alla temperatura di 220° forno statico e mettere sul fondo un pentolino ( quando sarà bollente versarvi dentro dell'acqua o del ghiaccio per creare vapore nella fase di cottura)
Dopo 20 minuti abbassare la temperatura a 200° fino a cottura di circa 1 ora.
Negli ultimi 10 minuti riporre un cucchiaio di legno tra lo sportello creando uno spiffero e facendo uscire il vapore e l'umidità.
Far raffreddare su di una gratella e tagliare il pane solo al suo completo raffreddamento.





Share:

sabato 15 novembre 2014

Orecchiette con le cime di rapa


Mi ritrovo a scrivere questo post alla bellezza delle 3.30 del mattino, sdraiata sul divano con la copertina e il pc sulle gambe; purtroppo da giorni il mal di testa mi fa compagnia rendendomi una persona irritante e odiosa quale non sono.
Con tutta la pioggia che sta cadendo in questi giorni e che sta mettendo in ginocchio tutto il nord d'Italia, devo fare i conti anche con la mia cervicale
Oggi vi presento un piatto della cucina pugliese, e quando si parla di ricette della tradizione regionale, le versioni possono essere molteplici da città a città e diverse da ogni famiglia, ovviamente si tratta di piccoli accorgimenti e varianti che non vanno a  stravolgere la ricetta.
Per prima cosa se riuscite a farvi in casa  le orecchiette ancora meglio, altrimenti compratele già fatte cercando di scegliere il formato poroso e non liscio
Secondo passaggio ma non di minore importanza, la scelta delle cime di rapa che devono essere fresche, sode e mai fiorite.

Ingredienti per 4 persone
per la pasta
500gr. di farina di semola
260gr. circa di acqua tiepida
1 pizzico di sale
per il condimento
1 kg di cime di rapa
1 spicchio d'aglio
6 filetti d'acciuga
peperoncino
olio evo q.b
sale

Preparazione


Mettere la farina a fontana su di una spianatoia, aggiungere il sale e poi man mano l'acqua fino ad ottenere un composto liscio e compatto.
Far riposare l'impasto coperto per circa mezz'ora e poi procedere alla formatura come spiegato nel video.


 le mie..... col tempo faremo pratica !!



Lavare e tagliare a pezzetti le cime di rapa selezionando i fiori, le foglie e i gambi più teneri. 
Portare a bollore abbondante acqua, salare e immergervi le cime di rapa, quando riprende il bollore tuffare anche le orecchiette cuocendo per circa 10 minuti.
Preparare il soffritto mettendo sul fuoco una padella capiente ( dovrà contenere poi tutte le orecchiette)  con circa 4/6 cucchiai di olio evo, lo spicchio d'aglio e un pezzetto di peperoncino.
Far imbiondire il tutto e  a fuoco spento, aggiungere i filetti d'acciuga facendoli sciogliere con il calore dell'olio.
Scolare bene le cime con le orecchiette e riporle nella padella con il soffritto, accendere il fuoco e far mantecare il tutto a fiamma vivace aggiungendo all'occorrenza un pochino dell'acqua di cottura.
Versare nei piatti e condire con un filo d'olio a crudo.
Share:

lunedì 10 novembre 2014

Focaccia morbida alle cipolle


A chi non piace la focaccia !!!
Mangiata in qualsiasi ora del giorno e della notte..... si della notte, non avete mai fatto lo spuntino della mezzanotte ?! magari prima di andare a dormire ??
Questa è tra le mie preferite, stracolma di cipolle che devono essere rigorosamente morbide
Che tristezza quando si vedono quelle focacce con due cipolle inverse e per di più abbrustolite, mamma mia nun se possono guardà !
Per evitare questo scempio, prima di cospargerle sopra provate a ripassarle in padella a fuoco lento fino a caramellarle, noterete l'enorme differenza.
L' impasto è molto soffice per l'aggiunta del latte di soia, io l'ho fatto usando il lievito madre ma per  potete usare benissimo il meno complesso lievito di birra.
Per quanto riguarda la cottura, come ho ripetuto spesso ogni forno è a sé, se notate che le cipolle tendono a colorarsi troppo, copritele con un foglio d'alluminio.

Ingredienti per una teglia diametro 32
500gr.di farina0 w 240
100gr. di latte di soja
170gr di acqua
25gr. di zucchero
13gr. di sale
50gr. di lievito madre o 5 gr di lievito di birra
3 cipolle bianche di medie dimensioni
2 cucchiai d'olio evo

Preparazione
Preparare l'impasto mettendo nell'impastatrice la farina, il latte, lo zucchero e il lievito rinfrescato e maturo.
Portare fino a quasi incordatura, aggiungere il sale e piano piano unire anche l'acqua.
Impastare fino a quando il composto sarà liscio ed elastico.
Riporre in una ciotola leggermente unta e coperta con pellicola, far lievitare a 20° circa per 8/9 ore o fino a che non sia raddoppiato di volume.
Per chi usa il lievito di birra riporre il tutto in frigorifero per 12 ore circa o fino al raddoppio.
Trascorso il tempo necessario riprendere l'impasto e stenderlo nella teglia leggermente unta, per chi ha messo il composto a far lievitare in frigorifero, prima di stenderlo deve farlo acclimatare per un ora a temperatura ambiente.
Far riposare la pasta appena stesa ancora per un ora coperta con pellicola.
Sbucciare le cipolle e affettarle non troppo sottili.
In una padella far scaldare due cucchiai d'olio, versare le cipolle e farle stufare a fuoco dolce con un pizzico di sale.
Quando saranno belle morbide, farle intiepidire prima di ricoprire la superficie della focaccia.


Prima di infornare cospargere ancora con un filo d'olio.
Infornare a forno caldo alla temperatura di 200 ° per circa 30/40 minuti.




Share:

venerdì 7 novembre 2014

Bomboloni alla crema


Da parecchio tempo mi promettevo di farli, poi il solo pensiero di friggere e di avere in casa quell'odore da sagra di paese mi faceva cambiare idea.
Ma dovevo...... erano la mia colazione fissa nell'estate del lontano 1994 quando feci la prima vacanza da sola a Jesolo e magnavo di tutto senza pianti da coccodrillo.
Dovessi farlo adesso ogni bombolone andrebbe ad ancorarsi su glutei, cosce e fianchi e poi chi se li scrolla di dosso ??!!!
Mai una volta che un filo di  grasso finisca su quella pianura padana che mi ritrovo,  chiamata.....seno. 
Il bombolone è un dolce toscano di pasta fritta e cosparso di zucchero, spesso viene erroneamente chiamato krapfen o bomba, ma ha una preparazione e un gusto unico e diverso.
La ricetta è del pasticcere Andrea Aiello..... le sue preparazioni sono sempre una garanzia.

Ingredienti per circa 20 pezzi
biga
100gr di farina forte w300
10gr. di lievito
5gr. di zucchero
35gr. di acqua
impasto
biga
500gr. di farina w300
150gr. di burro
100gr. di zucchero
375gr. di uova
zeste di 1 limone
1 bacca di vaniglia
5 gr. di sale
crema pasticcera
400ml di latte intero
100ml. di panna
150gr. di tuorli d'uovo
150gr. di zucchero
20gr. di amido di mais
20gr. di amido di riso
1 bacca di vaniglia

olio di semi d'arachide per friggere
zucchero semolato q.b per la rifinitura

Preparazione
Preparare la biga impastando gli ingredienti elencati.
Mettere in un contenitore, coprire con pellicola e far lievitare per 24 ore alla temperatura di 20° circa.
Trascorso il tempo necessario preparare l'impasto mettendo nella planetaria la biga con la farina, lo zucchero, le uova e gli aromi.
Impastare fino a completa incordatura, aggiungere il sale e per ultimo il burro morbido poco per volta.
Non aggiungere la dose successiva di burro, fino a quando l'impasto non avrà assorbito completamente quella precedente.
Trasferire il tutto su di un piano da lavoro leggermente infarinato e finire di impastare aiutandovi con le mani, dando una forma a palla.
Rimettere la pasta in un contenitore coperto con pellicola e far lievitare in frigorifero dalle 12 alle 14 ore.
Preparare la crema pasticcera, e per le spiegazioni vi rimando qui  
Riprendere l'impasto dal frigorifero e farlo acclimatare a temperatura ambiente per circa 1 ora.
Rovesciare la pasta sul piano da lavoro infarinato e stenderla con il mattarello, mantenendo uno spessore di circa 1 cm. e con l'aiuto di un taglia pasta, formare dei cerchi di 5/6 cm di diametro.
Riporli su di un canovaccio infarinato, coprire e far lievitare i dischi di pasta per un ora.
Portare l'olio alla temperatura di 180° e immergere pochi dischi per volta rigirandoli un paio di volte.
Quando i bomboloni saranno dorati, scolarli su della carta assorbente e passarli subito ancora caldi nello zucchero semolato.
Quando saranno tiepidi riempiteli con la crema aiutandovi con una sacca da pasticcere.
Mi raccomando non abusate !!!
Share:

lunedì 3 novembre 2014

Insalata di puntarelle alla romana


Le puntarelle sono i germogli della cicoria catalogna e conoscono il loro periodo migliore, proprio in questo momento di passaggio tra l'autunno e l'inverno.
Per me rappresentano uno di quei piatti dei ricordi, me li cucinava sempre mio papà essendo lui di Tuscania e le puntarelle un piatto tipico del Lazio.
Un contorno rapido, saporito e croccante, mangiate crude e condite con un emulsione di olio aglio e acciughe.
L' unica fase che richiede più tempo è quella della pulizia che dopo aver staccato i germogli uno ad uno dal cespo più grande, bisogna tagliarle in strisce sottili e immerse in acqua e ghiaccio per dargli la forma arricciata e togliere quel sapore un po' amarognolo anche se io lo adoro.

Ingredienti
500gr. di puntarelle
1 spicchio d'aglio
3/4 filetti di acciughe
4 cucchiai di olio evo
aceto q.b
sale 
pepe

Preparazione
Pulire il cespo di catalogna togliendo le foglie esterne e staccare i germogli.
Eliminare la parte finale delle puntarelle che risulta più dura e tagliare il resto in striscioline sottili.
Sciacquarle sotto l'acqua corrente e immergerle in una ciotola con acqua e ghiaccio.
Preparare la salsa e con l'aiuto di un mortaio schiacciare l'aglio le acciughe emulsionando il tutto con l'olio.
Unire poco a poco l'aceto e aggiustare di sale.
Scolare le puntarelle, versarle in una ciotola e condirle con la salsina ottenuta.
Fare ben insaporire e servire con del pepe macinato fresco.
Non condirle troppo tempo prima perché perderebbero la loro croccantezza.








Share:

mercoledì 29 ottobre 2014

Meini o " Pan de mej "


I meini sono biscotti lodigiani che vengono fatti nel mese di Novembre per la festa dei Santi.
Il suo nome deriva dalla parola miglio, usato per fare il pane, col tempo poi si trasformò in una ricetta dolce, e da qui il famoso " pan de mej ".
Come ogni ricetta di tradizione esistono diverse versioni sia nella combinazione degli ingredienti che nella forma.
Nelle panetterie lodigiane si possono trovare sia piatti e dalla consistenza biscottata sia soffici e friabili dalla forma più panciuta.
Nella mia famiglia è una diatriba, mio papà preferisce quelli piatti che fa mia nonna, io adoro i miei belli paffuti e sofficiosi.
La tradizione li vedeva serviti con della panna liquida, io li mangio nella maniera naturale anche perché la mia versione di meino non si presta per l'inzuppo.

Ingredienti per circa 15 pezzi
250gr. di farina bianca
250gr. di farina fioretto
200gr. di burro
200gr. di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo q.b
rum q.b

Preparazione
Montare con le fruste elettriche il burro morbido con lo zucchero, aggiungere un uovo per volta, continuando a montare bene il composto.
Unire le 2 farine setacciate con il lievito ed aggiungere se volete qualche goccia di rum.
Il risultato che otterrete sarà un composto ne troppo molle e ne troppo duro, ma di facile malleabilità.
Riporre il composto per circa 30 minuti in frigoriferoFormare delle palline del diametro di 5cm. che adagerete su di una placca rivestita di carta forno, mantenendole a distanza per evitare che in cottura si attacchino.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa o fino a quando prenderanno un colore dorato.
Una volta freddi spolverizzare con zucchero a velo.





Share:

lunedì 27 ottobre 2014

Crema pasticcera


La crema pasticcera è la crema più utilizzata in pasticceria, la sua ricetta prevede spesso l'utilizzo della farina che tende però a dare aroma alla crema, a formare grumi e a rendere il tutto più opaco. Gli amidi hanno più potere addensante e sono insapori, oltre a disperdersi meglio nel latte senza fare grumi rendendo il composto più cremoso.
Per quanto riguarda l'aroma classico, la vaniglia rigorosamente naturale è quella più usata, ma nulla  vieta di sostituirla con la scorza del limone.
Se volete rendere la crema più light potete sostituire la panna con la stessa quantità di latte, anche se la panna da un gusto più corposo e rotondo.

Ingredienti
400ml.di latte intero
100ml. di panna
150gr. di tuorli d'uovo
150gr. di zucchero
20gr. di amido di mais
20gr. di amido di riso
1 bacca di vaniglia

Preparazione
Separare gli albumi dai tuorli, riunire quest'ultimi in una ciotola con lo zucchero e montare con una frusta elettrica fino a quando saranno gonfi e spumosi.
Aggiungere gli amidi setacciati e tenere da parte.
In un pentolino versare il latte e la panna, prendere la bacca di vaniglia e raschiarla per estrarne i semini al suo interno, aggiungerli al latte e portare il tutto a bollore.
Spegnere il fuoco ed aggiungere i tuorli montati con gli amidi.
Rimettere il pentolino sul fuoco e riportare di nuovo a bollore mescolando con una frusta continuamente fino al completo addensamento.
Quando la crema sarà ben densa, trasferirla in un contenitore basso e largo e coprire subito con pellicola trasparente a contatto con la crema, questo per far si che non si formi quella fastidiosa crosticina in superficie.
Portare a completo raffreddamento e conservare in frigorifero.
Quando andrete ad utilizzarla, per rendere la crema ben liscia mescolare ancora con una frusta.
Potete conservarla in frigorifero per 2/3 giorni.


Share:

giovedì 23 ottobre 2014

Pancake di zucchine


Simili a delle frittelle, però un pochino più spugnose, i pancake per antonomasia sono dolci, accompagnati da sciroppo d'acero o miele e rappresentano la prima colazione tipo degli americani.
La mia versione è salata con zucchine e mais, arricchiti con del cheddar, un formaggio di origine inglese ma diffuso anche negli Stati Uniti, il suo sapore deciso contrasta il dolce della zucchina ma se vi risulta difficile reperire il cheddar, potete sostituirlo con del Parmigiano reggiano.
Un incrocio tra una frittatina e una crepes : io li ho trovati deliziosi .....
Non vi resta che provare !!!

Ingredienti per circa 5/6 pancake
500gr. di zucchine
100gr. di mais
100gr. di formaggio Cheddar
4 uova grandi
110gr. di farina
1/2 cucchiaino di basilico tritato
1/2 cucchiaino di origano
2 cucchiai di olio evo
sale e pepe

Preparazione
Lavare e spuntare le zucchine, grattugiarle e riporle in un colino, salare e far riposare per 10 minuti.
Strizzarle fino a far perdere tutta l'acqua di vegetazione e riporle in una ciotola assieme al mais, le uova e le erbe, condire il tutto con sale e pepe.
Aggiungere il formaggio grattugiato, la farina e mescolare bene il tutto.
Ungere una padella del diametro di 16 cm. quando sarà ben calda versare 2 cucchiai di composto e solo quando la parte inferiore sarà ben dorata girare e cuocere per circa 2 minuti.
Servire immediatamente.






Share:

sabato 18 ottobre 2014

Treccia brioche sultanina


Si lo so !! sono mancata per qualche giorno ma senza dimenticarmi di voi e del mio blog.
Guardate cosa vi ho preparato ; perfetta per il week end e per la colazione in famiglia !!
Una trecciona profumata e dal sapore che ricorda molto il panettone, la sua preparazione richiede un po' di pazienza ma sarete ripagati per l'attesa.
Buon fine settimana a tutti.

Ricetta Andrea Aiello
Ingredienti :
per la biga
100gr. di farina forte w 400
5 gr. di lievito di birra
50gr. di acqua
per l'impasto
Biga +
450gr. di farina 0 w300-330
60gr. di burro a temperatura ambiente
120gr. di zucchero
120gr. di latte
160gr. di tuorli
20gr. di acqua
2 cucchiaini di miele
4gr. di sale
1 bacca di vaniglia
la scorza di un'arancia
250gr. di uvetta sultanina

Preparazione:
Preparare la biga facendo sciogliere il lievito nell'acqua, unirlo alla farina e impastare.
Formare una palla e far riposare per 24 ore in una ciotola coperta con della pellicola alla temperatura di circa 20°.
La biga a differenza degli impasti deve maturare e avere un aspetto molto grezzo, la sua funzione è quella di dare al lievitato più morbidezza e digeribilità, aumentandone anche i tempi di conservazione.
Il giorno successivo preparare l'impasto mettendo in planetaria la biga, la farina , lo zucchero, il latte il miele con gli aromi e i tuorli.
Mentre impastate fate attenzione a non superare la temperatura di 26°, per non correre questo rischio potete usare sia il latte che le uova fredde di frigorifero.
Azionate l'impastatrice e portate l'impasto quasi a incordatura, aggiungendo man mano l'acqua.
Unire il sale e quando l'impasto sarà liscio ed elastico aggiungere poco per volta il burro che dovrà essere molto morbido.
Non aggiungere la dose successiva fino a quando quella precedente non sarà assorbita completamente.
Aggiungere per ultimo l'uvetta  
Versare l'impasto su di un piano da lavoro e con le mani finire di impastare facendo incorporare per bene l'uvetta.
Formare una palla, riporla in un contenitore coperto e mettere in frigorifero per circa 12 ore o fino al suo raddoppio.
Tirare fuori dal frigorifero e far acclimatare per circa 2 ore.
Rovesciare l'impasto su di un piano da lavoro e dividerlo in tre parti uguali, formare dei filoni e formare la treccia.
Riporla su di una teglia rivestita di carta forno, coprire con pellicola e far lievitare fino al raddoppio alla temperatura di 26/28°( per me in forno con luce accesa)
Spennellare la treccia con un tuorlo leggermente sbattuto, cospargere con dello zucchero e far cuocere a forno statico alla temperatura di 180° per 50 minuti circa ( i tempi e le temperature sono indicative perché possono variare a seconda del forno).









Share:

lunedì 13 ottobre 2014

Parmigiana di melanzane


Un piatto dai sapori e colori del tutto mediterranei, l'origine di questo piatto appartiene alla Sicilia e il termine " parmigiana " deriva dalla parola siciliana  parmiciana, con cui sono chiamati i listelli di legno sovrapposti che compongono la persiana e che ricordano la disposizione delle melanzane alla parmigiana.
Come per tutti i classici della cucina, si cerca sempre la versione light
Il tiramisù fatto con la ricotta anziché col mascarpone..... chiamatelo in un altro modo !!
la pasta frolla con l'olio in alternativa al burro e addirittura dei dolci senza burro, senza uova e senza latte........ mangiateveli voi !
Quando si fa un peccato lo si fa fino in fondo, non spaventiamoci di friggere e facciamo la vera parmigiana, senza ricorrere alle melanzane grigliate o ha escamotage per renderla più leggera.
Quando si pecca è giusto farlo bene !!!

Ingredienti per 4/5 persone
1,5 kg. di melanzane
500gr. di passata di pomodoro
200gr. di parmigiano
500gr. di mozzarella
1 spicchio d'aglio
1/2 cipolla
foglie di basilico q.b
sale fino q.b
100gr. circa di sale grosso
olio d'arachide per friggere
farina bianca per la panatura

Preparazione
Iniziare preparando il sugo facendo soffriggere in una larga padella la cipolla e l'aglio tritati.
Quando si sarà tutto imbiondito, aggiungere la passata di pomodoro, salare e cuocere fino a quando il sugo si sarà un po' addensato, a questo punto spegnere il fuoco e aggiungere le foglie di basilico.
Tagliare le melanzane a fette, disporle in un scolapasta e cospargere ogni strato con del sale grosso.
Far riposare per 1 ora, così facendo perderanno il loro liquido amarognolo.
Trascorso il tempo necessario, passarle sotto l'acqua corrente, asciugarle e impanarle nella farina bianca.
In una pentola scaldare abbondante olio che dovrà essere bollente, friggere le melanzane tamponandole man mano con un foglio di carta assorbente.
Distribuire un velo di sugo sul fondo di una teglia e iniziare a comporre la parmigiana mettendo le melanzane, poi il sugo, il parmigiano e le fette di mozzarella.
Coprire ancora con le melanzane, il sugo, parmigiano grattugiato e le fette di mozzarella.
Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti e terminando con le melanzane, il sugo e una generosa spolverata di parmigiano.
Infornare a 180° per 45/ 50 minuti.






Share:

mercoledì 8 ottobre 2014

Digestive ai fiocchi d'avena


Una ricetta di Gary Rhodes' uno chef britannico e poi vista e testata da Sigrid Verbert, direi molto vicini all'originale di cui la ricetta è top secret.
Il biscotto più amato in Inghilterra e non solo, ideale ad ogni ora del giorno, perfetto a colazione e per l'ora del the.
Molto usati anche in preparazioni dolci e soprattutto come base per le cheesecake.
Un biscotto molto versatile da mangiare senza troppi sensi di colpa per la sua ricca fonte di fibre.
Io vi ho messo le dosi per 36 biscotti perché poi vi pentirete di averne fatti pochi,  ma ovviamente potete dimezzare il tutto.

Ingredienti per circa 36 biscotti
200gr. di farina integrale
200gr. di fiocchi d'avena
200gr. di burro
100gr. di zucchero di canna
2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
4 cucchiai di latte

Preparazione
In un mixer frullare i fiocchi d'avena fino a ridurli in farina, unirli alla farina integrale e aggiungere lo zucchero, il lievito e il burro fuso, amalgamare il tutto aggiungendo il latte.
Avvolgere l'impasto ottenuto in una pellicola e riporlo in frigorifero per circa un ora.
Accendere il forno a 180°
Riprendere l'impasto e stenderlo con un mattarello allo spessore di 3 mm infarinando bene il piano da lavoro.
Formare i biscotti con un taglia pasta di 5 cm di diametro e infornare per circa 10 minuti.
Come sempre i tempi sono indicativi perché ogni forno è a se.
L'importante è non farli scurire troppo e manteneteli leggermente dorati.
Farli poi raffreddare su di una griglia.









Share:

lunedì 6 ottobre 2014

Pici all'aglione


I Pici sono un tipo di pasta fatta a mano simili a degli spaghetti anche se un po' grossolani
Tipici del sud della Toscana, della Val d'Orcia e della provincia di Viterbo dove però prendono il nome di umbrichelli.
Fatti semplicemente con pochissimi e poveri ingredienti: acqua e farina, anche se qualcuno aggiunge l'uovo....... per me non sono più i pici !
Il loro più famoso condimento è proprio all'aglione che non è nient'altro che un  semplice sugo a base di molto aglio con l'aggiunta di peperoncino.
Non mi vergogno a dirvelo, ma vi confesso che quel piatto che vedete in foto, me lo sono pappato tutto io, in perfetto silenzio e meditazione...... voi non potete capirne la poesia 
Provatelo....... ne vale la pena, e toccherete davvero il cielo con un dito.

Ingredienti per 4/5 persone
per la pasta
500gr. di farina 0
250gr. di acqua tiepida
sale q.b
per il sugo
500gr. di pomodori pelati
5 spicchi d'aglio
1 peperoncino
olio evo
sale q.b

Preparazione
Su un piano da lavoro disporre la farina a fontana, il sale e formare una buca nel centro aggiungendo una parte dell'acqua, iniziare ad impastare energicamente unendo poi l'acqua restante.
L'impasto non dovrà essere morbido ma abbastanza consistente.
Formare una palla e farla riposare per 20/30 minuti coperta con della pellicola, questo per far sì che la pasta perda un po' di nervo.
Nel frattempo preparare il sugo mettendo a scaldare in una padella capiente 2/3 cucchiai di olio evo, aggiungere l'aglio e il peperoncino sminuzzati, far soffriggere il tutto a fuoco lento perché l'aglio non si deve assolutamente bruciare, altrimenti perderà tutto il suo aroma e risulterà anche amaro.
Appena l'aglio inizia ad imbiondirsi, aggiungere i pelati già sminuzzati.
Salare e far cuocere a fuco medio basso per circa 15 minuti o fino a quando il sugo inizierà a restringersi.
Passato il tempo necessario per il riposo della pasta, iniziare a stenderla allo spessore di circa 1 cm.
Dividere la sfoglia ottenuta in tante strisce di qualche centimetro l'una che poi andremo a prendere e a stendere con le mani.



Prendere una striscia e iniziare a stenderla con le mani, partendo dal centro ed allargandosi poi verso l'esterno fino alle punte.
Il movimento è tipo come quando facciamo i salamotti per preparare gli gnocchi, solo che verranno ovviamente più sottili.



Man mano che andrete a stenderli, passateli nella farina gialla per non farli attaccare tra di loro, fatto questo disporli su dei vassoi possibilmente di cartone o ricoperti con della carta forno.
Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata, portare a bollore e prima di immergervi la pasta, io ho aggiunto un filo d'olio per evitare che i pici si attacchino durante la cottura.
Immergerli e cuocerli per circa 5 minuti, ovviamente la cottura dipenderà dallo spessore dello spaghetto.
Scolarli e farli saltare nella padella con il sugo, insaporire per qualche minuto e poi impiattare.
Servire a vostro piacimento anche una bella spolverata di pecorino toscano o parmigiano.



Share:
© la pancia del lupo | All rights reserved.
Theme by pipdig